A elena bernardi



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V E N E Z I A


A GIUSEPPA TERRAGNOLI

1813(Verona#1827.08.09)


Breve accompagnatoria di una pensione e richiesta di notizie del padre della Pilotti.
Carissima Figlia
Vi accludo la carta della pensione della Salterini1 mia cara Figlia, che solo jeri ricevetti firmata dalla Municipalità.

A questo proposito mi sono sempre dimenticata di dirvi, che la Salterini è scritta nella Compagnia del Carmine2, la quale paga io credo quattro soldi all'anno, e non so quanti anni sia che non paga, ma mi pare quattro o cinque.

Non ho avuto più notizia della nota persona3 nè di quello ch'abbia fatto Don Daniel Canal4. Su un bigliettino al solito ditemene qualche cosa, e ve lo raccomando. La buona Regina Bonola5 venne jeri afflittissima, perché le fu fatto credere, che sua sorella Cecilia Bonola sia morta allo Spedale. Già sapete ch'è quella povera pazzarella. Informatevi e sappiatemi dire se è vero, e se prima di morire poté ricevere nessun Sacramento.

La mia salute grazie al Signore va bene. L'Isabella6 sta meglio, ma seguitate a raccomandarmi a Maria Santissima, che ne ho un gran bisogno per tanti imbrogli.

Vi abbraccio tutte di vero cuore, e vi lascio nel Cuor Santissimo di Maria.

Di Voi Carissima Figlia


Verona 9 agosto 1827

Vostra Aff.ma Madre


Maddalena Figlia della Carità1

Alla Signora

La Signora Giuseppa Terragnoli

Figlia della Carità

Santa Lucia

VENEZIA


A ELENA BERNARDI

1814(Verona#1827.08.09)


La Canossa la ringrazia della informazione sul Vescovo di Massa, ma comunica che, nel frattempo, egli ha mandato a riprendere le sue neo maestre.
V.G. e M. Carissima Figlia
Verona 9 agosto 1827
La ringrazio distintamente mia cara Figlia del l'informazione che mi da intorno al Vescovo di Massa2. Sappia, che con mia som­ma sorpresa sabbato scorso arrivo quì la persona che accompagnò le tre massesi3 per ricondurle in patria. Il medesimo mi raccontò essere verissimo, che il Vescovo si trova in visita, e che per gli otto o dieci del corrente mese sperava, che fosse di ritorno all'alma città di Massa.

Le tre massesi partirono da noi tutto infervorate e desiderose di far del bene. Non le posso dire gli urli, che hanno fatto quando hanno sentito, che erano venute a prenderle. Le raccomandi a Ma­ria Santissima perche loro impetri la santa perseveranza, e lor dia grazia d'operare in un paese di tanto bisogno, e abbiano da consola­re quel povero Vescovo.

Ricevetti la di Lei lettera colla carta inclusa del Tribunale appe­na ritornerà mio fratello4, che sarà da un giorno, all'altro gliela farò tenere, e gli parlerò.

Mi dispiace che alla buona Giovanna5 sia andata giù la voce spero, che ora le sarà ritornata. Me la saluti tanto unitamente a tut­te. Rapporto a Don Massimigliano6 mi dispiace che lo perdiamo.

Mi faccia il piacere anche questa volta di far tenere con sicurezza l'occlusa al Signor Preposto7 che sò essere in campagna ma mi raccomando a Lei. Sappia che l'altra volta ebbi benissimo il riscontro, e la ringra­zio. La mia salute con sincerità l'assicuro che va bene.Mi raccomandi al Signore, ed alla mia Madonna in questa sua novena, che ne ho un bisogno estremo.

Le abbraccio tutte di vero cuore, e le lascio nel Cuor Santissimo di Maria


Tua Madre Aff.ma Maddalena8

Figlia della Carità

(Timbro partenza) VERONA
(Timbro arrivo) MILANO

10 AG(osto)


Alla Signora

La Signora Elena Bernardi

Figlia della Carità

Parrocchia Santo Stefano

Contrada della Signora

MILANO


A GIUSEPPA TERRAGNOLI

1815(Verona#1827.08.17)


Come madre di famiglia, la Canossa segnala quanto le manda per completare il corredo di Rosa della Croce e insieme per sistemare la Demassari.
V .G. e M. Carissima Figlia
Quantunque tardi mi si presenta un'occasione e ne approfitto se anche potrò scrivervi poco tanto da mandarvi un pò di robba della Rosa della Croce9, ed un pò di danaro tanto di questa come della cara Floriana10.

Riceverette dunque l'abito d'inverno della Rosa, una camicia nuova della stessa due camisolini pure suoi, ed una tovaglia nuova, che vi mando figurandomi, che vi sapra cara perche non ne avete tante. A primo incontro ve ne manderò un altra simile pure della Rosa della Croce ed anche un lenzuolo grosso di sotto nuovo per altro della medesima. Quando potete mandatemi la nota della mobilia tutta della Rosa per regolarmi a vedere quello che le manca. Vi occludo per meno imbarazzo in questa lettera, o la metterò nel fagotto come meglio vedrò.

Di questo una bavara11 cavatela, e adoperatela per la casa per la Floriana, ed il rimanente è danaro della Rosa della Croce donatoli da sua madre perche ne faccia quello che vuole, e potete quando ne ha bisogno comperargli qualche cosa che non vadi nella nota. Forse abbisognerà di calze di lana per quest'inverno di noni12 per istar molto caldi i piedi onde liberar la testa, e cose simili.

Termino subito per non perdere l'occasione abbracciandovi tutti di vero cuore lasciandovi nel Cuor Santissimo di Maria. La mia salute va bene


Di Voi Carissima Figlia
Verona li 17 agosto 1827

Vostra Madre Maddalena13


Figlia della Carità
La sovrana è nel fagotto e di più di quello che vi scrissi di sopra vi è un camisolino ed un tovagliolo tutto della Rosa della Croce Troverete nel fagotto in cima una perla di vetro bianca. La Damina di Rimini14 vi prega subito di farle fare une corona di cinque poste col suo compimento in fondo, ed a primo incontro me le manderete scrivendomene il prezzo che ve lo manderò.
Santa Lucia
Alla Signora

La signora Giuseppa Terragnoli

Figlia della Carità

Con Fagotto

V E N E Z I A
A GIUSEPPA TERRAGNOLI

1816(Verona#1827.08.19)


Anna Rizzi, un'aspirante vivacissima di Venezia, ha chiesto di farsi Figlia della Carità. La Canossa però, che ha ascoltato un giorno una sua frase non secondo lo spirito dell'Istituto, insiste, con la Terragnoli, perché venga formata e se ne interessi anche il suo confessore.
V .G. e M. Carissima Figlia
Vi ringrazio mia Cara Figlia delle notizie, che mi avete dato della povera Bonola15. Sia fatta la Volontà di Dio. Intorno alla buona Annetta16 sentite mia Cara Figlia. Già sapete quanto cara mi sarebbe cara se il Signore la chiama, ed ho tutto il genio che le mostriate cordialità, e premura ma nello stesso tempo la prima volta che ne avete occasione fatele rimarcare la parola che vi ha detto come fate a regere in quel gran sussuro, e se mai avete occasione di parlare col Padre Manuel raccontateglielo a nome mio perchè faccia riflettere a quest'ottima Figlia essere l'Istituto nostro molto attivo.

Gia fino, che il Signore non si degna di darci il mezzo io non posso riceverla ma più d'ogni cosa mi preme la vocazione.

Voi mi raccomandate di scrivere alla cara Marianna17. Lo farò più presto che potrò ma crediatemi, che non ho un momento di libertà perche oltre l'Istituto ho il pensiero anche della casa.

Intesi la morte dell'Abate Coletti18. Preghera anche per voi. La mia salute va bene. Vi lascio tutte nel Cuor Santissimo di Maria


Verona li 19 agosto 1827

Vostra Aff.ma Madre

Maddalena Figlia della Carità19

Scrissi alla Rosa perche gia ch'è contenta si vesti.



(Timbro partenza) VERONA
(Timbro arrivo) VENEZIA

20 AGO(sto)


Alla Signora

La Signora Giuseppa Terragnoli

Figlia della Carità

Santa Lucia

VENEZIA


A GIUSEPPA TERRAGNOLI

1817(Verona#1827.08.26)


La Canossa, ancora preoccupata per l’Anna Rizzi, insiste perché la si faccia ben orientare. Ma la preoccupa anche la grave malattia di Mons. Albrizzi, il principale benefattore del nuovo Ospedale delle Convalescenti. Cerchi di far sondare da qualcuno se ha già scritto, a questo riguardo, le sue decisioni testamentarie. E’ anche in pena per la situazione quasi fallimentare dell’Alessandri per il quale prova tanta compassione.

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