A elena bernardi


Vostra Aff.ma Madre Maddalena1



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Vostra Aff.ma Madre Maddalena1


Figlia della Carità

Alla Signora

La Signora Giuseppa Terragnoli

Figlia della Carità

Santa Lucia

V E N E Z I A



A GIUSEPPA TERRAGNOLI

1777(Verona#1827.02.22)


Orsola Bonomi é stata citata in Tribunale per una eredità, ma le sue condizioni fisiche le hanno impedito di presentarsi. La Terragnoli, in qualità di superiora, ha agito in conseguenza, senza prima avvisare subito la Canossa, la quale la giustifica, ma la consiglia a procedere, in altra occasione, con una immediata segnalazione a lei che le può impedire un passo falso.
V .G. e M. Carissima Figlia
Eccomi col primo ordinario a riscontrarvi subito mia Cara Figlia, e lo avrei fatto per istrardinario se avessi creduto che la mia risposta vi giungesse più sollecita e sicura, ma l'esperienza che degli straordinarj ho io, mi fece giudicar meglio aspettar qualche giorno, ma esser certa. Prima.di tutto mettetevi in quiete mia Cara Figlia per la cosa in se, che già saranno affari piccoli, ed anche perché avete tardato a significarmelo, avendo voi creduto che la cosa andasse finita da se.

Peraltro un altra volta sarà meglio che mi scriviate, e molto più quando vi sono carte da presentare anche a mio nome, potendo io sapere delle circostanze che voi altre non sapete, ne potete sapere; parlo quando non vi fosse un caso urgente al momento, e così giudicassero i Superiori.

Veniamo adesso alla cosa. In tutta la condotta dell'affare vi siete regolata bene; trovo solo che l'andare voi altre dalla Signora Salvioli2, è mostrare col fatto che si va ove si vuole, cosa che in realtà non è, andando noi solo per oggetto di carità. Già nello stato attuale delle cose parmi, che passata la costipazione della cara Orsola3 sarà da ubbidire al Tribunale, e converrà condurvela. Io vorrei però che pregaste o la Dama Damula4, o la Dama Micheli5 o la Dama Priùli6 di voler far la grazia col buon Signor Giuseppe7 d'accompagnarvi voi come Superiora, colla nostra Orsola.

Sarebbe bene se poteste aver mezzo di far pregare quel Signor Consigliere8 ad isbrigarla subito, per non fare una lunga anticamera. Per altro affinchè non creda il Signor Presidente Salvioli, che abbiate addotto una scusa falsa parlando della salute, se avete una persona a proposito mandatela dalla Signora Consigliera, altrimenti scrivete alla stessa, che la fede del medico non la presentate perchè il male attuale per cui domandaste proroga è il più piccolo, che i mali maggiori sono di chirurgia, avendo oltre un ernia, per cui fu anche sacramtata, ha di più un tumore nelle viscere sulla qualità dei sirri9, e che avendo ceduto l'incomodo momentaneo ci vuole pazienza se non si può ottenere la grazia, che si presenterà.

Avvertite di far domandare, sempre che abbiate tempo, se fosse bastante che Orsola nominasse un Procuratore che la rappresentasse, giacchè quì pure una delle Compagne ebbe una citazione ad un Tribunale per una eredità, e bastò una procura, ad un buon galantuomo, che la rappresentasse, e sarebbe bene che il Tribunale sapesse quanto tempo è che partì.

Riflettendovi bene trovo che intorno al tempo che Orsola è partita da Asiago10 è meglio non facciate parola. Se il Tribunale vorrà saperlo lo domanderà lui.

Se mai non poteste avere il buon Signor Giuseppe, che vi favorisse andare dalla Signora Salvioli, mi sovviene, che sarebbe opportuno per fare questo piacere anche il Signor Giacometto Gasperi11.

Vi ripeto state quieta mia Figlia, e lasciate andare l'angustia che avete, per non avermi comunicato l'affare più presto.

Continuatemi poi le notizie di quest'affare, e della salute di tutte. Quì garellando non c'è male adesso. L'ottima Metilde12 portinara fu in caso una volta di questa settimana di andare giù a fare la Santa Comunione.

Speriamo nella vegnente stagione calda, che potrà anche ritornare alla sua porta. L 'altra Metilde13 poi ha affatto superata la piccola sua malattia reumatica, ma la piaga della sua gamba sin'ora la tiene ferma in letto. Io pure ebbi bisogno di farmi cavar sangue, e dopo il salasso che fu piuttosto abbondante stò meglio, ma avendo ancora del gran calore, e potendo pochissimo governarmi col tacere, non sò se il fatto salasso basterà. Già sono in piedi per vostra quiete, e fui anche in parlatorio.

Quì abbiamo una bella montagna di neve, essendo caduta l'altrjeri dell'altezza di 314 braccia. Con tutto ciò i Veronesi ed i Sanzenati a più posso lavorano pel bacanale14 di domani. Noi pure come sapete oggi abbiamo di che divertirci, onde mi convien terminare abbracciandovi tutte, e lasciandovi nel Cuor Santissimo di Maria.
Di Voi mia Carissima Figlia
Vostra Aff.ma Madre

Maddalena Figlia della Carità15



Verona San Giuseppe 22 febbrajo 1827


Dite all'ottimo Signor Giuseppe che risponderò alla pregiatissima sua col venturo ordinario, perché oggi dovendo lavorare pei matti, non lasciano attendere ad altro.



(Timbro di partenza) V E R O N A
Alla Signora

La Signora Giuseppa Terragnoli

Figlia della Carità

Santa Lucia

V E N E Z I A

A GIUSEPPA TERRAGNOLI

1778(Verona#1827.03.04)


Le ammalate di Verona, comprese le due Metilde, stanno migliorando, perciò la Canossa sta per partire per Bergamo. Anche la pendenza della Bonomi si sta sistemando.
V .G. e M. Carissima Figlia
Non posso scrivervi che pochissime righe mia Cara Figlia, sapendo voi già da quante cose io sia circondata, quando sono sulle mosse di partenza. Finalmente stando meglio le mie ammalate, ed essendo altresì cessato un pò il freddo mi dovetti risolvere di partire. Domani mattina dunque a Dio piacendo partirò per Bergamo, dove mi fermerò che pochissimi giorni, e quindi passerò a Milano. Intanto voi scrivetemi a Bergamo, da colà poi vi darò le mie nuove.

La Metilde16 quì stà adesso benino anche della sua gamba, e và alzandosi qualche oretta. La Metilde17 portinara lentamente si va pure fortificando dè suoi nervi, e zoppicando per casa se la passa.

Ho inteso quanto mi dite intorno all'affare della Cara Orsola18. Sento quanto fece in tal proposito la bontà e carità dell'ottimo Signor Alessandri19. Stò poi in attenzione di sapere ulteriormente come la cosa si andrà a finire.

Vi prego per tre giorni di recitare in comunità tre Ave Maria e tre Gloria ecc. a Santa Lucia20, pel degnissimo Marchese Casati21, insigne nostro benefattore, il quale si trova gravemente infermo.

Vi abbraccio tutte di vero cuore, lasciandovi in fretta nel Cuor Santissimo di Maria.

Beatrice22 vi spedisce oggi per la via di Padova, cioè per mezzo della Signora Fanzago23 un pacchettino, contenente cordelle, ed i campioni per le note corone, ch'io pure vi raccomando di far fare. Aprima opportuna occasione vi spedirà la stessa da filare.




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