Isaac Asimov. L'Orlo della fondazione



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Oratore Delarmi, data l'indole bonaria e fiduciosa che la

caratterizza, ritiene che ci troviamo davanti ad altruisti

cosmici, che si sobbarcano a un lavoro che toccherebbe a

noi senza sognarsi la minima ricompensa...


A questa frase la sala si riempì di risate sommesse e

Gendibal ca.pì di avere vinto. E la Delarmi capì di avere

perso; un flusso di rabbia superò infatti la barriera del ri-

gido controllo mentalico come il raggio di un sole rossa-

stro che penetrasse per un attimo attraverso un baldac-

chino di foglie.


Gendibal disse:--Dopo essere stato attaccato dal con-

tadino hamiano, ho pensato che di quell'episodio fosse re-

sponsabile un Oratore. Quando ho notato che la mente di

Sura Novi era stata modificata da un intervento esterno

ho capito di aver avuto ragione a immaginare l'esistenza

di una trama segreta, ma ho capito anche che chi trama-

va non era affatto un Oratore. Mi scuso per questa inter-

pretazione errata e chiedo che le circostanze particolari

siano considerate un'attenuante.
--Immagino che queste si possano considerare scuse

ufficiali...--cominciò Shandess, ma fu interrotto da De-

lora Delarmi, che adesso era di nuovo calmissima e trasu-

dava benevolenza.


--Con tutto il rispetto, Primo Oratore--disse con voce

mielata--vorrei, se mi è concesso, proporre di lasciar

perdere la faccenda dell'incriminazione. In questo mo-

mento non voterei mai per una condanna e lo stesso im-

magino valga per gli altri. Anzi, suggerirei che dal curri-

culum senza macchia dell'Oratore Gendibal venga can-

cellata la nota riguardante l'incriminazione. L'Oratore si

è discolpato abilmente. Mi congratulo con lui per questo

e per il fatto di aver messo in luce una situazione di peri-

colo che, se fosse rimasta ignorata per lungo tempo,

avrebbe provocato probabilmente conseguenze gravissi-

me. Mi scuso quindi di cuore per l'ostilità che gli ho di-

mostrato in precedenza.
Guardò Gendibal con espressione raggiante e il giova-

ne, suo malgrado, ammirò il modo in cui aveva immedia-

tamente cambiato politica per ridurre gli svantaggi della

sconfitta. Gendibal capì anche che quell'atteggiamento

preludeva a un altro attacco. Un attacco che sarebbe sta-

to sferrato da una nuova direzione e che non sarebbe sta-

to sicuramente piacevole.
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Quando si sforzava di essere affascinante, Delora Delarrni

riusciva a catturare completamente l'attenzione della Ta-

vola. La voce le si faceva dolce, il sorriso era accattivante,
F gli occhi scintillavano, da tutta la persona emanava cor-

~,~ dialità. Nessuno provava la tentazione di interromperla e

tutti attendevano di vederla sferrare l'immancabile of-

~` fensiva.


--Grazie all'Oratore Gendibal--disse la Delarmi--

penso che adesso sappiamo tutti cosa occorre fare. Non

sappiamo nulla sugli Anti-Muli; sappiamo soltanto che
.I hanno compiuto qui e là interventi sulla mente di perso-

ne che vivono nella roccaforte della Seconda Fondazione.


~ Ignoriamo anche quali siano i pìani di chi governa la Pri-
r~;~ ma Fondazione. Potremmo un giorno trovarci di fronte a

un'alleanza Anti-Mulo-Prima Fondazione. Non si sa mai.


«Sappiamo invece con certezza che quel tale Golan

Trevize e il suo compagno, di cui al momento mi sfugge il


l` nome, stanno andando verso qualche ignota meta e che il
J Primo Oratore e Gendibal ritengono che proprio Trevize

sia l'elemento-chiave della situazione. Che cosa dobbia-

mo fare, allora? E chiaro che occorre scoprire tutto quel-

lo che si può sul conto di Trevize: dov'è diretto, che cosa

pensa, quali scopi si propone, e se effettivamente abbia

una meta, uno scopo, e pensieri suoi. Potrebbe infatti es-

sere soltanto uno strumento nelle mani di un potere più

grande di lui.«


--E tenuto sotto osservazione--disse Gendibal.
La Delarmi increspò le labbra in un sorriso indulgente.

--E da chi è tenuto sotto osservazione? Da uno dei nostri

agenti esterni? Ci aspettiamo forse che tali agenti tenga-

no testa a persone dotate di poterl di cui ci è stata data te-

stimonianza poco fa? Direi proprio di no. All'epoca del

Mulo, e anche dopo, la Seconda Fondazione non esitò a


~r mandare avanti, e addirittura a sacrificare, diversi volon-
! tari scelti fra gli elementi migliori. Non c'era infatti altro
- modo di affrontare la situazione. Quando fu il momento

di rimettere in funzione il Piano Seldon, lo stesso Preem

Palver, travestito da commerciante trantoriano, percorse

in lungo e in largo la Galassia per riportare indietro quel-


- la ragazza, Arkady. Non possiamo starcene qui seduti con

le mani in mano quando ci troviamo in una circostanza

che può essere più critica delle due che ho citato. Non

possiamo fare affidamento su elementi di importanza li-

mitata, su semplici osservatori e fattorini spaziali.
--Non starete certo suggerendo che il Primo Oratore

lasci Trantor in un momento come questo, vero?--disse

Gendibal.

--No, naturalmente--disse la Delarmi.--Abbiamo

~stremo bisogno di lui qui. Tuttavia ci siete voi, Oratore

Gendibal. Siete stato voi ad avere individuato e valutato

nella sua gravità il momento di crisi. Siete stato voi a sco-

prire le sottili interferenze esterne alle quali si devono la

rimozione di una parte dei documenti della Biblioteca e

la modificazione di menti hamiane. Siete stato voi a so-

stenere a spada tratta le vostre opinioni contro l'opposi-

zione che siete riuscito a vincere. Nessuno dei presenti ha

compreso la situazione con la chiarezza che avete mo-

strato voi e nessuno meglio di voi pub continuare a com-

prenderla con chiarezza. Secondo me è a voi che tocca

andare ad affrontare il nemico. Posso sentire il giudizio

della Tavola?
Non occorreva nessun voto formale per comunicare

quel giudizio; ciascun Oratore saggiava la mente degli al-

tri. E Gendibal, sgomento,- capì subito che, proprio nel

momento in cui aveva sconfitto la Delarmi, quella donna

terribile aveva già organizzato la riscossa. Si preparava a

spedirlo in esilio con l'incarico di svolgere una missione

che l'avrebbe tenuto lontano per un periodo indefinito,

mentre lei sarebbe rimasta lì a controllare la Tavola, e,

quindi, la Seconda Fondazione e la Galassia, mandandole

forse tutt'e due verso la rovina.


E se Gendibal fosse riuscito in qualche mQdo a racco-

gliere le informazioni che avrebbero permesso alla Se-

conda Fondazione di evitare la crisi, la Delarmi sarebbe

stata lodata per avere progettato l'operazione, sicché il

successo di lui avrebbe accresciuto il potere di lei. Più ra-

pido e abile fosse stato Gendibal, più la Delarmi avrebbe

consolidato il proprio potere. Era una bella manovra. De-

lora Delarmi dimostrava un'eccezionale capacità di ri-

presa. E aveva una tale capacità di dominare la Tavola,

che anche in quel momento stava praticamente usurpan-

do il ruolo del Primo Oratore.
Gendibal stava facendo quelle riflessioni, quando av-

vertì un flusso di rabbia provenire dal Primo Oratore. Si

voltb. Shandess non si sforzava affatto di nascondere la

sua collera e presto fu chiaro che al posto della crisi inter-

na appena risolta ne era già nata un'altra.
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Quindor Shandess, venticinquesimo Primo Oratore, non
~ si faceva grandi illusioni su se stesso.
E Sapeva di non essere uno di quei Primi Oratori dinami-

Fi ci che avevano attraversato come comete la storia semi-

~i millenaria della Seconda Fondazione; d'altra parte non

c'era bisogno che lo fosse. Si trovava a governare la Tavo-

la in un periodo tranquillo per la Galassia, un periodo di

prosperità in cui non era tanto necessario il dinamismo,

quanto la capacità di conservare ciò che c'era. E lui era l'
~ uomo adatto per un ruolo del genere; il suo predecessore
1~ I'aveva scelto proprio per quel motivo.
--Voi non siete un avventuriero, ma uno studioso--
IF aveva detto il ventiquattresimo Primo Oratore.--Guar-

derete chc il Piano scgua la sua strada, mentre un avven-


t~ turicro potrebbe farlo deviare dal suo tracciato. Conser-
E vare: questa dev'essere la parola-chiave per la vostra Ta-

vola.
Shandess si era sforzato di adempiere al suo compito,

ma così facendo si era guadagnato la fama di persona

passiva c, per molti, debole. Erano circolate voci su sue


|~ possibili dimissioni e c'era chi aveva brigato apertamen-

te per destituirlo e nominare al suo posto un altro.


Shandess era sicuro che a tirare Ic fila dell'intrigo fosse

stata Delora Delarmi. Era la personalità più forte della

Tavola e perfino Gendibal, con tutto il fuoco e l'avventa-

tezza della sua gioventù, era costretto a cedere davanti a

lei, come stava facendo ora.
Ma per quanto passivo o addirittura debole Shandess

fosse aveva sempre, in qualità di Primo Oratore, un pri-

vilegio cui nessuno dei suoi predecessori aveva mai ri-

nunciato e al quale, per Seldon, non avrebbe rinunciato

nemmeno lui.
Si alzb per parlare, e di colpo tutti zittirono. Quando il

Primo Oratore si alzava per parlare, nessuno poteva in-

terromperlo; non avrebbero osato farlo nemmeno la De-

larmi o Gendibal.


--Oratori--disse--convengo che ci troviamo a dover

fronteggiare una crisi pericolosa e che dobbiamo prende-

re misure drastiche. Dovrei essere io a partire, io ad af-

frontare il nemico. L'Oratore Delarmi, con la delicatezza

d'animo che la contraddistingue, mi esenta da un simile

compito affermando che c'è bisogno di me qui. La vèrità

però è che non c'è bisogno di me né qui né là. Sto invec-

chiando e sonQ sempre più stanco. Da tempo c'è chi pensa

che dovrei rassegnare le dimissioni, e forse sarebbe vera-

mente il caso che lo facessi. Quando avremo superato feli-

cemente la crisi attuale, le rassegnerò sul serio.
«Naturalmente è mio privilegio nominare il mio suc-

cessore. E intendo farlo ora. C'è un Oratore che da tempo

domina la Tavola, un Oratore che, con la forza della sua

personalità, ha spesso manifestato le doti di leader che a

me a volte fanno difetto. Sapete tutti che sto parlando

dell'Oratore Delarmi.


S'interruppe, poi aggiunse:--Solo voi, Oratore Gendi~

bal, date segno di disapprovazione. Posso chiedervi per-

ché?--Si sedette, così che Gendibal avesse il diritto di ri-

spondere.


--Non disapprovo, Primo Oratore--disse il giovane a

bassa voce.--Sta a voi scegliere il vostro successore.


--E lo farò, infatti. Quando tornerete, si spera dopo

aver dato inizio al processo che risolverà la crisi, per me

sarà giunto il momento di dimettermi. Al mio successore

spetterà quindi il compito di portare avanti il processo da

voi inizia~o, è di concluderlo. Avete niente da obiettare?
Gendibal disse, calmo:--Quando nominerete l'Oratore

Delarmi vostro successore, spero che riterrete giusto con-

sigliarle di...
Shandess lo interruppe bruscamente.--Ho parlato

dell'Oratore Delarmi, ma non ho dichiarato che sarà il

mio successore. Che mi dite, adesso?
--Vi porgo le mie scuse, Primo Oratore. Mi esprimerò

diversamente. Nel caso in cui nominaste l'Oratore Delar-

mi vostro successore al mio ritorno dalla missione che mi

è stata affidata, sarebbe meglio le consigliaste di...


--Non nominerò mai l'Oratore Delarmi mio successo-

re, né ora, né in futuro--disse Shandess.--Che mi dite,

adesso?--Il Primo Oratore non riuscì a non provare un

brivido di soddisfazione per il colpo che aveva appena in-

ferto alla Delarmi. Aveva sferrato il suo attacco nel modo

più umiliante possibile.


--Allora, Oratore Gendibal--disse--che cosa mi dite?
--Che sono confuso.
Shandess si alzò di nuovo.--L'Oratore Delarmi ha do-

minato e influenzato autorevolmente la Tavola, ma que-

sto non basta a conquistàrsi il diritto alla carica di Primo

Oratore. L'Oratore Gendibal ha saputo vedere ciò che noi

non eravamo riusciti a vedere. Ha affrontato tutti gli altri

membri della Tavola uniti contro di lui, li ha costretti a

ricredersi e li ha indotti ad approvare il suo punto di vi-
1~ sta. Ho il sospetto che l'Oratore Delarmi non abbia pro-

posto disinteressatamente di affidare a lui il compito di


' inseguire Golan Trevize, tuttavia è senza dubbio a lui che

spetta tale compito. So che ce la farà, me lo dice la mia


~ intuizione, della quale mi fido. E quando tornerà, I'Ora-
F` tore C~endibal diventerà il ventiseiesimo Primo Oratore

della Seconda Fondazione.


~ Si sedette di colpo, e tutti i membri della Tavola co-
r,:~ minciarono a esprimere la loro opinione in un bailamme
,~j di suoni, tonalità, pensieri ed espressioni. Shandess non

prestò attenzione a quella cacofonia e fissb con noncuran-


~'` za un punto indefinito davanti a sé. Adesso che aveva

compiuto quel passo si accorgeva di quanto fosse confor-


~: tante scaricarsi di dosso il &rdello delle responsabilità.

Avrebbe dovuto decidersi prima, ma anche se avesse vo-

luto, non avrebbe potuto farlo. Soltanto adesso, infatti,

aveva trovato il suo successore naturale.


Fu allora che captò in qualche modo la presenza men-
E tale della Delarrni. Alzò gli occhi a guardare la donna e si

E~ stupì di vederla calma e sorridente. Non c'era traccia di

F delusione o di disperazione, in lei: evidentemente non si

era data per vinta. Shandess si chiese se non avesse invo-

lontariamente fatto una mossa che le aveva portato qual-
f che vantaggio. Ma che cos'altro poteva fare la Delarmi, a

quel punto?


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Delora Delarmi avrebbe mostrato liberamente la propria

disperazione e la propria delusione se questo le fosse po-

tuto servire in qualche modo.
Le avrebbe procurato grande soddisfazione dare una

lezione a quello stupido arteriosclerotico del Primo Ora-

tore e a quel ragazzino idiota con cui la Fortuna aveva co-

spirato, ma non era alla soddisfazione che lei anelava.

Voleva qualcosa di più.
Anelava a diventare Primo Oratore. E finché le fosse ri-

masta una carta da giocare, I'avrebbe giocata.


Sorrise benevolmente, alzò una mano per prendere la

parola, poi restò in quella posizione abbastanza a lungo

assicurandosi che, appena avesse cominciato a parlare, la

sala fosse stata immersa nel più assoluto silenzio.


--Primo Oratore--esordì--anch'io, come già l'Orato-

re Gendibal, mi guardo bene dal disapprovare quelle che

r
sono le vostre scelte. Tocca a voi e a nessun altro nomina-

re il vostro successore. Se ho preso la parola adesso è per-

ché spero di poter contribuire al successo della missione

dell'Oratore Gendibal. Posso spiegare il mio punto di vi-

sta?
--Spiegatelo--disse Shandess, brusco. Gli pareva che

la Delarmi fosse troppo conciliante, troppo arrendevole.


Chinando la testa con aria grave e facendosi di colpo

molto seria, la Delarmi disse:--Abbiamo astronavi. Non

saranno cosl perfette come quelle della Prima Fondazio-

ne, ma saranno sempre in grado di trasportare l'Oratore

Gendibal. Al pari di tutti noi anche lui, credo, è capace di

pilotarne una. Abbiamo i nostri rappresentanti su tutti i

maggiori pianeti della Galassia, e l'Oratore sarà accolto

bene dappertutto. Inoltre può difendersi anche dagli An-

ti-Mulo, adesso che è pienamente consapevole del perico-

lo. Del resto ho l'impressione che perfino prima, quando

non ci rendevamo conto della situazione, questi Anti-Mu-

lo preferissero intervenire sulle classi inferiori o addirit-

tura sui contadini hamiani. Naturalmente analizzeremo

la mente di tutti i membri della Seconda Fondazione,

Oratori compresi, ma sono sicura che non avremo sorpre-

se. Penso che i nostri avversari non abbiano osato inter-

venire su di noi.
«Tuttavia non ha senso che l'Oratore Gendibal corra

più rischi del dovuto e che si butti in imprese temerarie.

E molto meglio che la sua missione sia mascherata in

qualche modo, così che loro vengano colti di sorpresa.

Sarebbe forse bene se partisse travestito da commercian-

te hamiano, come fece Preem Palver a suo tempo.«


--Preem Palver aveva uno scopo specifico, quando an-

dò in giro travestito--disse Shandess.--Non è invece il

caso dell'Oratore Gendibal. Se si rivelerà necessario un

qualche travestimento, sono certo che saprà essere abba-

stanza ingegnoso da adottarne uno.
--Con tutto il rispetto, Primo Oratore, vorrei proporre

un modo abbastanza sottile di passare inosservati. Vi ri-

corderete che Preem Palver portò con sé nei suoi viaggi la

moglie, sua compagna per molti anni. Niente lo definiva

rozzo più del fatto che viaggiasse assieme alla moglie.

Questo allontanò decisamente tutti i sospetti.


--Io non sono sposato--disse Gendibal.--Ho avuto

alcune compagne, ma nessuna di esse si offrirebbe di as-

sumere ora il ruolo di moglie.
--Lo sappiamo bene, Oratore Gendibal--disse la De-

~ larmi--ma qualunque donna sarà con voi, la gente la ri-

F terrà vostra moglie se darete a intendere che così è. Si

può certo trovare qúalche volontaria. E se vi sentiste più

tranquillo sapendo di poter mostrare un documento, il

~r documento si può procurare facilmente. Credo che sareb-

~ be vantaggioso che una donna venisse con voi.

|~ Gendibal rimase per un attimo col fiato sospeso. Era

mai possibile che la Delarmi intendesse proporre

~' Forse era un piano per condividere il successo con lui.

Che aspirasse a diventare Primo Oratore assieme a lui,

. oppure ad alternarsi a lui nell'esercizio del potere?

~ Disse, torvo:--Sono lusingato dal fatto che l'Oratore

E Delarmi pensi di

Delora Delarmi scoppiò senza ritegno in una risata e

guardò Gendibal quasi con tenerezza; era caduto nella

trappola e stava facendo la figura dello stupido. La Tavo-

la non si sarebbe dimenticata facilmente della cosa.

--Oratore Gendibal--disse--non avrei mai l'imperti-

nenza di cercare di dividere con voi questo compito. E un

compito vostro e soltanto vostro, come vostra e soltanto

vostra sarà la carica di Primo Oratore. Non avrei mai

pensato che mi voleste con voi. A dire la verità, alla mia

età non mi vedo nelle vesti dell'ammaliatrice

Tutti i membri della Tavola sorrisero. Perfino Shan-

dess stenta a nascondere un ghigno.

Gendibal accusa il colpo e cerca di non peggiorare la

sconfitta mostrando la propria collera. I suoi sforzi però

non ebbero molto effetto.

Disse, più calmo che poté:--Allora, cosa suggerite? Vi

assicuro che non ho mai pensato un momento che aveste

desiderato accompagnarmi. Voi rendete al massimo qui,

non nel trambusto delle faccende galattiche, credo.

F --Certo, Oratore Gendibal, certo--disse la Delarmi.

--Il mio suggerimento si riferiva al travestimento da

commerciante che avevo proposto poco fa. Per renderlo

indiscutibilmente autentico, non ci sarebbe soluzione mi-

gliore che prendere come compagna una donna hamia-

na

--Una hamiana?--Gendibal fu colto di sorpresa per



la seconda volta di seguito, e il fatto divertì gli Oratori.

--La hamiana--con~inua la Delarmi.--Quella che vi

ha salvato dalla furia di Rufirant. Quella che vi guarda

sempre con aria di adorazione. Quella la cui mente avete

saggiato, e che senza rendersene conto vi ha salvato una

seconda volta, e da qualcosa di molto peggio delle botte.

Suggerisco che prendiate come compagna lei.
Gendibal lì per lì pensò di rifiutare tuttavia sapeva che

la Delarmi si aspettava proprio quelío. Gli Oratori si sa-

rebbero divertiti ancora di più. Avrebbero pensato che

Shandess nel suo desiderio di dare una lezione alla De-

larmi, avéva commesso uno sbaglio nominando Gendibal

suo successore, o per lo meno che la Delarmí aveva sapu-

to trasformare in fretta la sua scelta in un errore.
Gendibal era il più giovane degli Oratori. Aveva irrita-

to i membri della Tavola, poi aveva evitato abilmente di

farsi condannare. In una parola era andato molto vicino

a umiliarli. Nessuno poteva cónsiderare senza risenti-

mento la sua nomina a futuro Primo Oratore.
Era un boccone difficile da ingoiare, ma adesso gli altri

si sarebbero ricordati di come si fossero divertiti a vedere

la Delarmi coprirlo di ridicolo. Lei avrebbe approfittato

di quell'episodio per convincerli che a Gendibal manca-

vano l'età e l'esperienza richieste dal ruolo di Primo Ora-

tore. Coalizzati tra loro, i membri della Tavola avrebbero

indotto Shandess a tornare sulla sua decisione mentre

Gendibal era lontano, ir~npegnato nella sua missione. Op-

pure se Shandess avesse tenuto duro, Gendibal alla fine si

sarebbe trovato a essere un Primo Oratore solo di nome e

non di fatto ostacolato in tutto dall'opposizione del resto

della Tavolá.


Gendibal capì tutte queste cose in un istante e riusc~ a

rispondere senza mostrare alcuna esitazione.


--Oratore Delarmi--disse--ammiro la vostra intui-

zione. Avevo pensato di prendere tutti di sorpresa, con il

mio annuncio. In effetti avevo già deciso di portare con

me la hamiana, anche se non per~la stessa ottima ragione

che avete addotto voi. E per via della sua mente che desi-

dero prenderla con me. Voi tutti avete esaminato quella

mente, avete constatato come sia: eccezionalmente intel-

ligente, ma, ancora più di questo, semplice, chiara, aliena

da furberie. Nessun intervento esterno su di essa potreb-

be passare inosservato: sono certo che su questo conveni-

te tutti quanti.
«Mi chiedo se vi sia venuto in mente, Oratore Delarmi,

che la hamiana potrebbe fungere da perfetto sistema di

allarme. Crédo che potrei individuare prima in lei che in

me i primi eventuali sintomi di interferenze mentali


i esterne.«
.~i A quel discorso seguì un silenzio attonito e Gendibal

disse, allegramente: Ah, vedo che nessuno di voi ci ave-


~h va pensato. Comunque, non importa. Ora bisogna che mi

congedi da voi. Non c'è tempo da perdere.

~ --Un attimo--disse la Delarmi, sconfitta per la terza

l~ volta.--Che cosa intendete fare?


--Perché entrare in dettagli?--disse Gendibal con
~` una lieve scrollata di spalle. Meno lá Tavola sa, meno è

probabile che gli Anti-Muli tentino di darle noia.


Lo disse con lo spirito di uno cui stava a cuore innanzi-

tutto l'incolumità degli Oratori. Riempì la propria mente


Il di quella nobile preoccupazione e lasciò che tutti.la leg-

1~ gessero. Sarebbe servita a lusingarli. E, soprattutto la


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