Ordinanza di applicazione della misura della custodia cautelare in carcere


/5/2006 – Milano – LATINO / GHIRARDI: incontro (71) e ambientale (72)



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11/5/2006 – Milano – LATINO / GHIRARDI: incontro (71) e ambientale (72)


Giovedì 11/5/2006 alle 18:30 circa, effettivamente LATINO e GHIRARDI si sono incontrati in piazza Gramsci. Dopo aver percorso alcune via limitrofe, si sono separati: GHIRARDI si è recato nuovamente in piazza Gramsci e si è seduto su una panchina in evidente attesa; LATINO si è allontanato in bicicletta lungo via S. Galdino.
Alle 19:00 circa GHIRARDI, alzatosi dalla panchina, si è allontanato dalla piazza, seguito a distanza da LATINO che nel frattempo era ritornato in zona. Quest’ultimo aveva in mano un sacchetto di plastica (recante il logo “G.B.C. Electronics”) al cui interno vi era un oggetto di forma rettangolare.
Dopo aver percorso, con le consuete cautele, alcune vie della zona, sono entrati nel bar Good Time di via Sarpi, sedendosi ad uno dei tavolini interni, ove si sono trattenuti a parlare sino alle 19:45. In tale bar veniva eseguita la registrazione della conversazione tra i due.
Dall’ascolto dell’ambientale è emerso quanto segue:

  • I due hanno fatto cenno ad un “ufficio” non meglio definito, situato vicino al luogo di lavoro di GHIRARDI, che ha fornito a LATINO precise indicazioni per giungervi, illustrando il tragitto (anche con riferimento a precise descrizioni di stabili limitrofi) e ciò perché LATINO non era riuscito ad individuarlo in una precedente circostanza.

  • Prendendo spunti dalla vicenda del recente arresto di FERRANDI Valerio, leader del KASA, spazio occupato presso il locale istituto “Tenca” e figlio di due noti ex estremisti collaboranti, hanno poi disquisito sulla situazione dei movimenti milanesi, ritenuta dai due tutt’altro che limpida e genuina ed, in qualche modo, controllata dall’interno in un’ottica di prevenzione e freno ad iniziative di autentica rottura, criticando il coinvolgimento di ampie frange del movimento in iniziative elettorali e la scarsa efficacia delle iniziative intraprese a sostegno dei giovani arrestati in occasione degli scontri verificatisi l’11/3/2006 in corso Buenos Aires.

  • Nel darsi appuntamento per il successivo giovedì (18/05/2006) i due hanno confermato il solito orario delle 18:30, ma hanno convenuto di cambiare zona, ritenendo quella in cui si erano appena incontrati non idonea perché “c’è un gran casino”, fissando come punto di riferimento il cinema “Anteo” di via Milazzo, considerata zona più tranquilla e da cui “si riesce a vedere bene”. In questo contesto è apparsa particolarmente significativa la frase pronunciata da LATINO “ci vediamo settimana prossima e ci teniamo liberi per il fine settimana successivo”. [che ha fatto ipotizzare un qualche ulteriore impegno per i giorni di sabato 20/5/2006 e domenica 21/5/2006].

Gli accertamenti svolti hanno permesso di:




  • identificare il negozio presso il quale LATINO aveva fatto l’acquisto costato 385 € (il cui valore, peraltro, era stato precisato dagli interlocutori nell’ambientale). In merito veniva sentita la signora MONEGO Marisa Anna la quale riferiva che la sera precedente dopo le 18:30 un signore (con un cappellino in testa e di piccola statura) aveva acquistato un “kit di duplicazione di radiocomandi apricancello”, precisando che lo stesso era andato nel negozio il giovedì precedente (5/5/2006) chiedendo proprio quell’articolo. Poiché al momento il negozio ne era sprovvisto e che avrebbe dovuto ordinarlo, l’uomo aveva lasciato un anticipo di 50 euro. Alla richiesta della donna di lasciare un suo recapito telefonico, l’uomo aveva risposto che si sarebbe fatto sentire lui e si era fatto lasciare il telefono del negozio. Lo stesso aveva telefonato mercoledì pomeriggio (10/5/2006) per chiedere conferma dell’arrivo del duplicatore. Quindi lo aveva ritirato nella serata dell’11/5/2006, saldando in contanti la somma rimanente.

  • Identificare l’ufficio, situato nei pressi del luogo di lavoro di GHIRARDI: seguendo pedissequamente le indicazioni fornite da GHIRARDI, lo stesso è stato individuato nel “Punto Marco Biagi” di Milano via Savona nr. 2/a, punto di informazione sulle tematiche del lavoro gestito dal Comune di Milano. Anche su questo ufficio i due torneranno a parlarne nel corso delle successive conversazioni.


18/5/2006 – Milano – LATINO / GHIRARDI: incontro (73) ambientale (74) (poi via Savona)


Il 18/5/2006, sempre nella solita fascia oraria, LATINO e GHIRARDI si sono incontrati, con le consuete modalità e tecniche. Gli stessi si sono intrattenuti nel locale Carlsberg ØL ubicato in Bastioni di Porta Nuova nr. 9/11, ove sono rimasti dalle 18:50 sino alle 19:20. All’interno del locale è stata registrata la loro conversazione.
Dalla conversazione emerge quanto segue:


  • Hanno fatto esplicito riferimento ad un attentato da realizzare contro un ufficio [“Sportello Marco Biagi” di via Savona], per il quale non avrebbero ancora definito le modalità, dato che hanno discusso sulla possibilità di “sparare raffiche contro le finestre” del piano rialzato ovvero di utilizzare esplosivo (del quale hanno già la disponibilità). Dal tenore del discorso, tuttavia, i due, pur volendo realizzare l’azione in modo che abbia una notevole eco mediatica, hanno manifestato una certa preoccupazione volta a non provocare lesioni a passanti occasionali. In ordine ai tempi di realizzazione GHIRARDI ha fatto riferimento alla possibilità di “mettere in cantiere” l’azione per il mese successivo, tenuto conto che egli, a quella data, lavorava ancora in via Tortona nr. 7 (ossia nelle immediate vicinanze) e che all’inizio del mese seguente avrebbe cambiato sede di lavoro.

  • Hanno discusso dell’utilizzo di programmi di grafica e dell’acquisto, già effettuato, di una macchina di stampa, verosimilmente finalizzati alla realizzazione di documenti falsi, nonché all’ausilio che potrebbe essere fornito in tal senso a LATINO da parte di un, non meglio indicato, “compagno” che lavorerebbe in uno studio di grafica (75).

  • Hanno fatto, anche, riferimento allo spostamento di materiale, non meglio precisato, da effettuare la domenica mattina successiva, portandolo verosimilmente verso il campo in località Rho. LATINO ha accennato alla possibilità di lasciare questo materiale, nel corso della nottata precedente allo spostamento definitivo, in una via periferica non meglio specificata, occultato sotto alcuni cespugli, all’interno di buste di plastica. In merito alle modalità di trasporto del materiale al campo di Rho, LATINO ha fatto cenno alla necessità di acquistare degli zaini, nonché alla necessità di muoversi in bicicletta, certamente in più di una persona, citando espressamente MARCO (GAETA). Ha dato incaricato GHIRARDI di eseguire un preventivo sopralluogo nella zona. I due hanno fissato anche appuntamenti di “recupero” ogni mezz’ora, ed hanno concordato che, qualora per un qualsiasi motivo la “cosa” non si fosse più realizzata, qualcuno avrebbe raggiunto GHIRARDI al campo per avvisarlo.

  • Hanno accennato ad un’altra progetto di autofinanziamento (bancomat e banca).

  • LATINO ha accennato alla possibilità, per la realizzazione di detto progetto, di ricorrere all’ausilio di tre stranieri, fiamminghi o francesi che, vista l’impossibilità di operare nel proprio paese, sarebbero stati disposti a lavorare in trasferta.

  • Hanno, infine, fissato l’appuntamento per il successivo giovedì (25/5/2006), sempre alle 18:30, nei pressi del teatro Strehler.

Al termine dell’incontro, dopo aver recuperato le rispettive biciclette parcheggiate ad una certa distanza, si sono recati in via Savona nei pressi del civico 2/a, ossia presso il “Punto Marco Biagi” cui avevano fatto riferimento nella conversazione. I due si sono fermati sulla predetta via all’intersezione con via Tortona e via Orseolo, sono scesi dalle biciclette ed entrambi hanno guardato in direzione del civico nr. 2/a. Hanno quindi studiato l’incrocio, guardando verso parco Solari e successivamente arretrando all’altezza dell’incrocio con via Tortona e guardando in direzione del “ponte di ferro” (sovrappasso pedonale che permette di raggiungere il piazzale della stazione Porta Genova e la fermata della metropolitana). Dopodiché hanno imboccato via Orseolo osservando con insistenza le finestre situate al piano rialzato subito dopo l’incrocio. Quindi, in bicicletta si sono portati a metà circa della via anzidetta sostandovi e parlando fittamente per circa 5 minuti.





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