Ordinanza di applicazione della misura della custodia cautelare in carcere


/7/2006 – Milano – LATINO / GHIRARDI incontro (96) e ambientale (97)



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5/7/2006 – Milano – LATINO / GHIRARDI incontro (96) e ambientale (97)


Nel pomeriggio di mercoledì 5/7/2006, come concordato il 28/06/2006, LATINO e GHIRARDI si sono incontrati.
GHIRARDI ha raggiunto i Bastioni di Porta Nuova ove ha parcheggiato lo scooter per dirigersi a piedi verso il cinema Anteo, ove è giunto verso le 18:30. Subito dopo, è stato visto LATINO provenire da corso Como e dirigersi verso la medesima zona (la sua bicicletta era parcheggiata in via G. Ferrari sotto il cavalcavia Bussa, ossia a notevole distanza).
Una volta avvistatisi, come al solito, si sono incamminati uno dietro l’altro ed hanno percorso numerose vie della zona. Giunti in piazza Principessa Clotilde si sono affiancati. Fermatisi per qualche momento, GHIRARDI ha aperto lo zaino volgendolo verso LATINO che gli stava vicinissimo. Incamminatisi nuovamente i due sono giunti in via Marco Polo, ove sono entrati nel bar Dream Cocktail, all’interno del quale i due si sono trattenuti sino alle successive 19:20 circa, per poi uscire ed allontanarsi ognuno in direzione della propria abitazione.
La conversazione pone in evidenza le seguenti circostanze:


  • LATINO ha informato GHIRARDI di essere stato oggetto di pedinamenti da parte delle forze dell’ordine. Ha, infatti, riferito che, nell’arco di due mesi, una volta MARCO (GAETA) e due volte lui, avevano avuto l’impressione di essere seguiti e che ciò lo aveva convinto di essere sotto osservazione, sebbene in maniera saltuaria, dando altresì suggerimenti all’interlocutore circa le precauzioni per accorgersi di un pedinamento e per individuare mezzi “sospetti”.

  • LATINO ha chiesto del “posto”, affermando subito dopo “speriamo che si asciughi”. Il discorso è proseguito sulla necessità di trovare un luogo più idoneo e di scavare un buco “stando sulla riva”, ma “in orizzontale” per evitare che le cose si bagnino. I due hanno, quindi, accennato alla necessità di andare a fare una “bella manutenzione”, parlando di olio e spray e di armi. GHIRARDI ha chiuso l’argomento accennando alla possibilità di tornarci a fare un altro giro.

[Le successive risultanze investigative confermeranno il riferimento al parco dei Fontanili ove GHIRARDI si era recato domenica 2/7/2006].

  • Di seguito hanno fissato il successivo incontro per giovedì 13/7/2006 nei pressi del Piccolo Teatro alle 18:30.

  • Subito dopo GHIRARDI ha chiesto a LATINO se una volta gli avesse accennato che nei pressi di corso Sempione vi fosse una sede della Fininvest o di Mediaset. LATINO, non ricordando la circostanza, ha replicato dicendo che in corso Sempione vi sono gli uffici de “Il Sole 24 Ore”. GHIRARDI ha allora precisato che il posto al quale egli si riferiva era situato in una strada in salita vicino a via Vincenzo Monti. Allora LATINO ha compreso che l’interlocutore si riferiva a via Rovani, ove vi è una villa dell’on. Berlusconi. GHIRARDI ha confermato che si riferiva proprio a quell’edificio, che egli aveva notato perché tutelato da un numero incredibile di telecamere, particolare che gli aveva fatto pensare che fosse un posto riferibile a qualcuno di importante. Al che LATINO ha confermato che gli sarebbe piaciuto “…scendere da quella rampa con un bel furgone di quelli ad apertura laterale e ti levi una bella soddisfazione….”.

  • Il discorso si è poi spostato sul funzionamento dell’apparecchiatura per la duplicazione di telecomandi che, sperimentata da MARCO, non si sarebbe mostrata particolarmente efficiente per gli scopi prefissati, e che quindi doveva essere modificata.

  • Subito dopo LATINO ha comunicato un’idea che gli sarebbe venuta, ovvero di prendere contatti con qualcuno che lavori in un garage o in un hotel, verosimilmente per duplicare un gran numero di telecomandi ed andarsi a prendere la macchina all’occorrenza. Ha, quindi, accennato a qualcuno di Padova che sarebbe stato, forse, possibile contattare a tal fine e ad un'altra persona (non meglio indicata) conosciuta anche da GHIRARDI, visto che quest’ultimo ha riferito di averlo casualmente incrociato in occasione di uno dei loro incontri.

  • LATINO ha comunque ribadito “per quella cosa lì”, riferendosi ad un progetto di cui i due avevano parlato, di avere problemi a muoversi in questa “…situazione un po’ minata…” sostenendo di aver paura di “…fare danni…”.

  • GHIRARDI ha, poi, sostenuto di aver dato un’occhiata ad una banca, indicando la via o la località in cui questa si troverebbe, sostenendo di avere piantina e fotografie, di aver notato che è abbastanza grossa e che non dovrebbe avere il caveau. A quest’ultima affermazione LATINO ha commentato che questo potrebbe essere un vantaggio, all’arrivo i soldi restano “…in una situazione accessibile…”. GHIRARDI ha affermato che vi è anche il bancomat e che è disegnato in piantina.

  • LATINO ha lamentato di aver dovuto spostare alcune cose che aveva occultato nei pressi della propria abitazione perché erano stati avviati dei lavori di scavo con una ruspa ed ha chiesto a GHIRARDI di imboscare lui da qualche parte quella cosa che gli aveva dato finché non avessero deciso come usarla.

[Questa affermazione conferma sia la consegna avvenuta poco prima di entrare nel locale allorquando GHIRARDI ha aperto lo zaino e riscontra altresì la conversazione del 28/6/2006 allorquando LATINO aveva anticipato a GHIRARDI che gli avrebbe consegnato un chilogrammo di clorato per occultarlo, sostanza rinvenuta anche nel furgone/camper in data 12/6/2005].

  • LATINO ha riferito di aver dimenticato di portargli “il giornalino” rinviando la consegna all’incontro successivo.

[Nella conversazione del 28/6/2006 (oltre al clorato) LATINO aveva precisato che nel successivo incontro avrebbe consegnato a GHIRARDI anche “un numero nuovo di quella pubblicazione che ogni tanto ti porto”, riferendosi al nuovo numero de L’Aurora la cui diffusione è stata avviata alla fine del mese di giugno]

  • Hanno poi accennato alla prova fatta col gommone sul Lambro che è sembrato non aver soddisfatto particolarmente LATINO sia per il fatto che il fiume aveva una portata d’acqua molto variabile, sia per la effettiva difficoltà di stare in due su quel canotto.

  • GHIRARDI ha chiesto a LATINO se avesse dato a qualcuno le foto da sistemare [riferendosi alla realizzazione di documenti falsi]. LATINO ha confermato che questa persona avrebbe iniziato a lavorarci, coinvolgendo a sua volta un altro soggetto, e che gli avrebbe comunicato i tempi di realizzazione. Al che GHIRARDI ha chiesto a LATINO come comportarsi in merito a qualcos’altro che gli avrebbe fatto vedere e questi ha risposto che per il momento preferiva che non gli consegnasse quelle cose poiché non avrebbe avuto tempo di lavorarci.

[Affermazioni che potrebbero collegarsi alle copie di documenti (o ai documenti stessi) che GHIRARDI ha dichiarato di aver disponibili in gran numero e che aveva mostrato a LATINO nel corso del precedente incontro].



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