A elena bernardi



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Sua Aff.ma Madre


Maddalena Figlia della Carità261
AD ANGELA BRAGATO

1881(Bergamo#1828.03.05)


Molti gli argomenti: gli Esercizi delle signore di Bergarno sono consolantl per la numerosa frequenza e per la serietà; a Verona si riceva, nonostante la pressione delle mamme, un numero ragionevole di ragazze perchè le maestre non siano troppo oberate; l’affare Buella di Padova lasciava sperare, almeno per le aspettative della signora Fanzago, una eredità molto più consistente, ma tutto va ugualmente bene; assai felice l’ottimo progredire del corso delle maestre; da Coriano notizie sernpre uguali e la Canossa sernpre più pressata da troppe richieste.

V.G. e M.

Carissima Figlia

Bergamo li 5 marzo 1828


Abbraccio di cuore la secretaria.

Li talari dell'affitto dell'Angioletta 262, ritenuto il casatico li consegnerai al Signor Gio. Batta263 da mandare a Venezia.

Riscontro in fretta la Carissima di Lei lettera mia Cara Figlia e prima di tutto le dirò che la mia salute, è buona ed anche la Cara Cristina264 se la passa qualche cosa meglio. Glielo dico per di Lei quiete. Tutte pure le compagne di questa Casa che di cuore l’abbracciano grazie al Signore sono in buona salute. In questi giorni abbiamo qui il nostro daffare essendo da due giorni cominciati i santi spirituali Esercizj delle mercanti e signore. Io spero che anche da quest'opera il Signore abbia da essere molto servito. Il numero delle concorrenti è piuttosto grande. Ti prego mia Cara Figlia di far molto in questi giorni pregare il Signore perche si degni benedirli, e che tutte ne abbiano da cavar frutto. Appena terminati gli Esercizj cioè martedì, o mercoledì della ventura settimana conto di passare a Milano.

Rapporto alla ragazza di nascita civile decaduta raccomandata dal Signor Arciprete per la scuola prendila pure che ne sono contenta. Riguardo poi alle altre ragazze che vorrebbero venire in iscuola che le loro madri ti dicono averle io detto che le conducessero dopo il carnovale io m'intesi di dir loro soltanto, che passati tali giorni venissero a parlare di tale affare perchè in allora non potevamo per le somme occupazioni carnevalesche ascoltarle onde tanto per la ragazza raccomandata dalla Giustina come per le altre regolati a te­nore delle forze delle maestre e delle circostanze, come tu crederai meglio.

­ Fa il piacere di continuarmi le note delle famosissime due con­ventuali, ossia ritirate. Io pure sono in speranza, che tra non molto saranno di nuovo in ritiro.

Rapporto all'affare Buella265 sappi mia Cara Figlia che jeri rice­vetti lettera dalla mia buona amica Fansago 266 la quale mi disse che essendosi appoggiata pel nostro affare a certo Dottor Bruson, prin­cipale del suo genero per non a prendere consulti ogni momento questo la consigliò subito a ricuperare il danaro il quale con somma mortificazione della buona Fansago è molto minore somma di quel­la che credeva, e le monete d'oro altro non sono; che pochissime do­pie di Genova267.

Non sapeva però ancora la somma totale perchè si vede, che non era ancora stato detto danaro incontrato.

Già per noi tutto è buono se fossero anche 50 taleri 268. La Fan­zago nella sua lettera mi domanda il nome del Legale, ed a chi deve rivolgersi in mia vece per gli affari. Io gli risposi che scriva alla mia coerede Metilde Bugnioli 269. Se mai dunque la Fansago scrivesse per qualche cosa dirà ella a questa che si combini con lei ed unita­mente se occorre un qualche consiglio parlino col nostro Superio­re 270, ed anche con Mezari 271 indi operino pure come crederanno meglio liberamente, e poi mi scriveranno per regola l'andamento della cosa.

Avverti però mia cara Figlia di mandare le lettere a buon ora al­la posta piuttosto mandile il giorno prima perchè mi giungano sicu­re avendo ricevuto un ordinario dopo anche l'ultima tua con quella di Padova e forse un tale ritardo può essere nocivo all'affare. Dopo aver scritto sin quì ricevetti oggi giorno 5 la di lei lettera in data I° marzo. Chi sa a che ora fù portata alla posta.

Per la prima volta che mi scrive faccia domandare a mio fratel­lo 272 lo stato esato del suo bambino giacchè quando ricevetti da lei la notizia, che questo era nato appunto per questi ritardi di posta aveva io già risposto a mio fratello, che me lo aveva significato, ed anche mi aveva detto la disgrazia del bambino, che già non mi di­spiace come, può credere che vada in Paradiso ma mi fa pena sentir­lo a patire.

Rapporto alle due famose giovani sento, che sono fuori dal loro convento. Il Signore voglia che faccino bene. Per quella giovane che ruppe la bottiglia aspettino ancora un po di tempo a farla venire quando vengano le altre.

Per la ricreazione delle maestre con libertà manda chi ti pare. Alla Biadego 273 dì pure che per la Beppina non occorre altro, e la ringrazi a nome di Cristina che in voce le dirà il perchè. A Marietta scriverà oggi se potrà due righe.

Tanto io che Cristina ci siamo molto consolate nel sentire i pro­gressi delle maestre. Ho piacere che si sieno accomodate col Signor Arciprete 274, e và tutto benissimo. Ti dico il vero che provo una vera consolazione nel vedere, che questo Ramo. 275 Si stabilisce cosi bene in cotesta nostra Casa per­chè Dio sarà molto servito.

Da Coriano 276 ebbi nuove, e siamo sullo stesso piede. Ti assicu­ro che patisco veramente a non potere rispondere subito ma come puoi credere non ho un momento.

Quelle che vengono agli Esercizj sono di molto più di cento, e per iscrivere questa lettera dovetti farlo a pezzetti nel tempo della predica interotta sempre dovendo pensare a tutto.

I miei doveri a Don Francesco 277, ed a Don Battistino 278. Mi raccomando orazione.

Alla Cara Teodora 279 risponderò quando potrò.

Ti lascio con tutte nel Cuor Santissimo di Maria


Tua Aff.ma Madre Maddalena

Figlia della Carità


Governati

A GIUSEPPA TERRAGNOLI

1882(Bergamo#1828.03.08)


Le partecipanti agli Esercizi di Bergamo sono più di centocinquanta. La Canossa é felice, ma non può scrivere che pochissimo. Espone, in un biglietto a parte, i suoi dubbi sulla accettazione di una candidata portinaia per l'Ospedale delle Convalescenti.
V.G. e M. Carissima Figlia
Vi scrivo due sole righe mia Cara Figlia perche non istiate in pe­na se non vedete mie lettere sul mio silenzio, ma oggi non mi posso estendere terminandosi lunedì mattina i santi Esercizj ai quali con­corsero da più di cento, e cinquanta persone. Vi potete facilmente figurare quanta sia la nostra occupazione.

La Marchetti280 portò il fagottino che le avete dato e si trovo contenta fuori di modo del nostro caro Ospitale281. Mi dispiace sommamente la malattia grave del Santo Padre Par­tesana282. Continuatemene le notizie.

Rapporto la Vecchiato283 i miei dubbi ve li scriverò in un pez­zetto di carta di mio proprio pugno e ve l'occludero in questa lette­ra affinche consultiate il degno nostro Superiore284 e poi libera­mente fatte quanto egli giudichera.

Vi lascio tutte nel Cuor Santissimo di Maria


Di Voi

Vostra Aff.ma Madre Maddalena


Figlia della Carità285

8 marzo [1828] Bergamo


Il mio dubbio se sia opportuna la Vecchiato, è perche non fu un fallo, ma per un po' di tempo temo vivesse pubblicamente male, e fosse donna di mala vita.

Tornando a Venezia non vorrei tornasse nei pericoli. Dopo con­vertita fù alle Penitenti, e poi maritata fuor di Venezia. Prima di parlare al degnissimo Superiore informatevi colla Marianna all'Anzolo286, oppure raccontate al Superiore i miei dubbj, e sentite da lui se dovete verificare la cosa all'Anzolo e fate poi tutto quello ch'egli vi dirà.


(Timbro partenza) BERGAMO
(Timbro arrivo) VENEZIA

10 MAR(zo)


Alla Signora

La Signora Giuseppa Terragnoli

Figlia della Carità

Santa Lucia VENEZIA


AD ANGELA BRAGATO

1883(Bergamo#1828.03.12)


Lunga lettera, ma tutta accentrata sull'eredità Guizzetti che, per i troppi creditori, si è ridotta ad una somma di limitata consistenza e che, per di più, deve essere subito assi­curata su un fondo. Molti quindi i passi e molte le noie, ma la Canossa si affida a lei.

V.G. e M. Carissima Figlia

Ella mi scrive della premura, che ha la nipote di Don Paolo Ma­dona 287 di essere assistita, e sappia, che appunto detto Religioso consegnò alla Superiora 288 di qui due bavere 289, e quattro svanzicher 290 perche io al mio ritorno a Verona abbia da portarle a sua ni­pote. Dica dunque a questi cioè, o al marito, o alla moglie, che si tro­vano in questo bisogno mi prendo la libertà di far avere questo da­naro subito invece di allora, ed ella prenda sedici zvanzicher di quelle della Ravelli 291, e le dia loro contro ricevuta del marito ed io addopererò le sedici zvanzicher qui a pagare la tela della Ravelli.

Jeri si terminarono grazie al Signore i santi Esercizj con soddi­sfazione grande di tutti, cosa che attribuiscono singolarmente alle orazioni fatte anche da loro.

Le Comunioni le giudico siano state più di due cento. Jeri mat­tina all'ultima funzione il Direttore degli Esercizj vedendo che nella scuola ove si fecero come l'altra volta non si poteva per la gran pie­na più moversi si pensò dopo la Benedizione di portare in coro il Santo Crocefisso da bac(i)are, e cosi fece. In tanto, che tutte gli ba­ciavano i piedi si cantò il Tedeum, ma la folla era tale, che il predi­catore ci suggerì di aprire la porta del coro, e dare sfogo lasciando il passaggio dalla chiesa il bello era, che sortivano dalla chiesa, e ri­tornavano in convento sinchè feci dire alla Deodata 292, che non le lasciasse entrare.Tutte grazie al Signore restarono soddisfatissime, e questa mattina sono venute a domandare quando li facciamo un altra vol­ta. Rapporto alla mia famiglia spero mi scriverà chiaramente come nell'ultirna settimana le dissi intorno al bambino293, che pare abbia da avere la gran sorte di andare al Cielo, ma fa pena adesso.

Mi fece ridere la lettera della Dama Donà 294. Per altro scrivo al­la Superiora, che 295 forse alla mia venuta a Venezia avessi da fare qualche piccolo acquisto, ma che per questo non ommetta di fare il suo interesse e non si daneggi a mio riguardo dipendendo io anche dalle rascozioni, che potrò, o non potrò verificare, che in voce me­glio s'intenderemo.

Adesso mia Cara Figlia perche non hai altro daffare devo darti un mare d'imbarazzi per salvare, o assicurare le 1130 dell'eredità Guizzetti296. Questa piccola somma che doveva essere invece un fondo di 4000 itali(a)ne circa non doveva secondo il testamento esse­re consegnato, ma sul fondo totale dell'eredità Guizzetti doveva es­serci somministrato in perpetuo due cento lire italiane annue.

Essendo andata tutta la massa dell'eredità in mano del Tribu­nale per i molti aggravj o debiti furono divise le so(s)tanze disponi­bili per sodisfare i legati, e tutti questi legati furono ristretti, e ri­dotti di modo, che a noi in luogo di due cento lire italiane annue fu assegnato un fondo di mile e tante svanzicher che il preciso non me lo ricordo. Questo piccolo capitale però va a restare in mano del Tribunale il quale poi ci passerebbe il solo frutto se io non la assicu­ro sopra un fondo, e senti quante cose ci vogliono.

Prima di tutto ci vuole una mia procura fatta al Padre Giovan Battista Biasiuti 297 Superiore dei Padri Filippini di Venezia, e vene­ziani. Per fare questa procura ti occludo la carta sottoscritta, e fir­mata dai testimonj. Sopra questa carta farai scrivere la procura che pregherai Mezzari 298 di voler fare cioè di fartene una minuta, e la farai copiare dalla Cara Rosmini 299 sulla carta firmata che ti occlu­do.

Nel caso dovesse esser firmata che già non sarà necessario dal notajo allora mi farai traschrivere la minuta, e me la mandera a Milano, ed io la farò fare ma già non occorrerà notajo per essere pro­cura di cosa utile. Domanda al Signor Mezzari se quantunque abbia la lite possa assicurare sul fondo di Rocolerà 300 le mille e tante svanzicher.

Se dice di sì scrivi alla Superiora di Venezia occludendo alla medesima la procura e dicendole che invece di assicurare il soldo sul fondo di Marano lo assicuro sul fondo di Roncolerà di cui tra essa, e l'avoca­to Gaspari 301 hanno tutte le carte per fare più presto.

Se poi il fondo di Roncolerà non fosse addattato per cagione della lite allora ci vuole l'istromento del fondo di Marano, e la carta delle ipoteche, e conviene che colla diligenza tu spedisca colla pro­cura tutte queste carte a Venezia colla possibile sollecitudine non essendovi altro tempo che sino li trentuno di marzo, giorno nel qua­le se i passi non sono fatti il danaro passa in mano al Tribunale e ad averlo ci vorranno doppj impegni.

Se mai poi la procura dirà il Signor Mezzari che debba essere regalizata 302 dal nodaro il quale abbia da dire che mi ha visto a sot­toscrivere perché non si esponga a dire una cosa falsa della quale io so che non si fanno riguardo perché si fidano della parola prendi la scusa che essendo io a Bergamo o a Milano da dove continuamente scrivo a Venezia non vuoi danneggiare ne l'affare ne il notaro che scomparirebbe se si conoscesse aver asserito una cosa falsa ed in tal caso mandami la minuta della procura come ti dissi.

Intesi come anche la Massimilla ama il ritiro. Tutti i geni sono geni.

Domani a Dio piacendo sarò a Milano da dove vorrei partire il sabato di Passione il punto stà che vi riesca.

Ti prego di governarti, e darti tutto il coraggio. Da miserabile prego per te San Giuseppe in questa novena. Ricordati di me, ed an­che di tanti miei imbrogli con questo Santo, e con la mia Madre Ma­ria Santissima nelle prossime sue novene nelle quali mi raccoman­do alle orazioni di tutte.

I miei doveri al Signor Don Francesco 303 al Signor Don Battisti­no 304. Tutte qui abbracciano con me la Cara Rosa 305, che sento costipata. Fa che stia a letto qualche mattina e sudi.

Se occorresse sapere qualche nome per la procura la Rosa li sa­prà. Quella, che mi lasciò fù la defonta Signora Teresa Guizzetti.Av­verti che lasciò questo fondo perchè fosse passato il frutto alla Su­periora della Casa di Venezia; e se mai ti occorresse qualche altra notizia scrivi alla Beppa di Venezia, che ti informera di tutto.

Vi lascio tutte nel Cuor Santissimo di Maria


Di Te Carissima Figlia
Bergamo li 12 marzo 1828
Tua Madre Maddalena306
Figlia della Carità

Troverai una lettera aperta diretta a Bracolino in risposta del prico che mi ha mandato da Roveredo la consegnerai da leggere al­la Cara Rosmini che comprenderà cosa è e procurera di mandarla al suo destino.

Ti prego di far fare dalle nostre ragazze una piccola novena a San Gaetano307 per un affare che assai mi preme.
A DOMENICA FACCIOLI

1884(Milano#1828.03.13)


La Canossa, arrivata a Milano, chiede di rintracciare una certa lettera perché possa presto arrivare alla destinataria.
V.G. e M.

Milano, li 13 marzo 1828

Mia Carissima Figlia,
Due sole righe, mia Cara Figlia, tanto per darti le nuove del nostro viaggio il quale fu felicissimo.

Alle ore dodici siamo arrivate dopo un ottimo viaggio a Milano. Trovai tutte le compagne, che di cuore ti abbracciano, tutte in buona salute.

Ti prego di guardare nel calto308 del tavolino, dentro ad un libro, troverai una lettera diretta alla Marianna Roncoli, fa il piacere di consegnarla al Signor Angelo Valsecchi309, che la farà tenere alla stessa.

Prega e fa pregare che anche gli Esercizi di queste Dame sieno dal Signore benedette. Fa avere l'occlusa alla buona Antonia Ravaso.

Ti abbraccio di vero cuore lasciandoti nel Cuore Santissimo di Maria.

Di te Carissima Figlia

Aff.ma Madre

Maddalena Figlia della Carità310




AD ANGELA BRAGATO

1885(Milano#1828.03.15)



Notizie di carattere interno e della famiglia Canossa. Maddalena, con una sua «vis co­mica», fa notare la diversità nella preparazione degli Esercizi della Dame a Milano, assai più sofisticata che nelle altre Case.

V.G. e M.

Carissima Figlia
Voglio darle le mie notizie da Milano mia Cara Figlia dove dopo un ottimo viaggio giunsi felicemente jeri al mezzo giorno. Trovai tutte queste care compagne bene eccettuata la Maddalena 311, che pero è fuor di camera, ma come sempre le dissi fuori di miracolo io non mi spero di vederla guarita.

La mia salute va bene solo sono un po' riscaldata dal parlare passato, e dal continuo che dopo il mio arrivo mi convien fare inces­santemente. Vado sperando, che domani mi lascieranno tacere un poco più di oggi. Si va preparando qui la casa per gli Esercizj delle Dame, che cominceranno oggi otto cioè venerdì dell'entrante setti­mana.

Oggi ho fatto un gran ridere vedendo la differenza, che passa dai preparativi di Bergamo a quelli di Milano.

Quest'anno vi è poi più moto di quello degli anni scorsi. A quest'ora sò di diciannove Dame, e Signore, che staranno tutta la giornata, e nove staranno a dormire, in convento, che mai più tante a dormire vene sono state.

Tre vengono da Bergamo, ed una di Como. Voglia il Signore, che tutte cavino frutto. La ringrazio del plico di carte che ricevetti col mezzo della Marchetti 312.

Rapporto a quella buona giovane di Parona313, non sono per­suasa, che venghi accettata quest'anno. Dica a quel degnissimo reli­gioso, che l'accetteremo in un altra muta, non potendo noi derogare dal sistema stabilito, di accettare tali figliuole fuori di tempo.

Riguardo alla mia famiglia, mi continui le nuove, ed in partico­lare mi dica se la Cara Rosana314 ha sofferto molto nel vedere il bambino. Capisco, che mio fratello si trova assai angustiato, non avendomi scritto più una parola quantunque l'abbia pregato di scri­vermi almeno su di un pezzetto di carta lo stato del bambino.

Non mancherò di provvedere i giornali per la Signora Eleopol­dina315. Rapporto poi alla donzina di giornali, che tu pure brami, che provveda,cerca di rancurare 316 in questo tempo il danaro di quelle ragazze, che vogliono comprarli, e consegnarlo a Michele, il quale li provvederà. Altrimenti non si trova poi più il suo conto.

Rapporto alla Polini317 sta quieta, perche Cristina ha già scritto quest'ordinario a suo padre.

Spero, che avrai ricevuta la lettera diretta al Capellano di Trento, che ti occlusi nell'ultima mia.

La buona Teresa318 ricambia a te, ed alla buona secretaria tanti cordiali saluti. Dì alla Rosa 319, che non mancherò di fare quanto mi dice, anche colle ragazze di qui, e che stia certa, che anche per la sua buona mamma, non manchiamo di pregare.

Ti raccomando poi mia Cara Figlia d'aver cura della tua salute.

Ti abbraccio di vero cuore unitamente alle care compagne. Saluta le buone maestre di campagna da parte anche di Cristina 320. Vi la­scio tutte nel Cuor Santissimo di Maria.
Di Lei Carissima Figlia

Milano li 15 marzo 1828

Tua Aff.ma Madre

Maddalena Figlia della Carità321

Mia Cara Figlia ti prego di tener preparati i merli 322 perche se posso farti avere un qualche sicuro incontro per quì me li spedirai, e se non potrò averlo ti scrivo che me li mandi per la posta cioè per la diligenza.

Ti prego anche di far vendere quella gioja di Bergamo e di man­darmi col mezzo di Michele 323 il danaro che avrai cavato dalla me­desima parlo della gioia della Maddona di coro di Bergamo, ed in­tanto subito venduta scrivimi quanto ti hanno dato per regola.

Col mezzo di Michele mi mandi anche il plico delle immagini dell'Istituto, o vogliamo dire le imagini da mettere nei tablo che deve essere nella cassa delle carte di Verona cioè nell'Archivio vici­no alla camera delle robbe sporche.

Se non le trova non fa niente che gia le manderemo a Milano con qualche incontro.

Consegna l'occluso viglietto alla Cara Rosminí 324 alla quale di­rai che per Monsignor Vicario di Trento 325 non mi ricordo più niente cosa avrei al medesimo da scrivergli. Che dovetti scrivergli io in risposta ad una sua che mi diresse egli a Bergamo affinche io gli trovassi un predicatore, onde che mi pare che intanto possi aspettare un poco essendo io nella lusinga entro l'ottava di riveder­vi.



(Timbro partenza) MILANO
(Timbro arrivo) VERONA

17 MAR(zo)


Alla Signora

La Signora Angela Bragato

Figlia della Carità

Recapito dal Signor Verdari alla Porta

dei Borsari VERONA

A DOMENICA FACCIOLI

1886(Milano#1828.03.19)



Scambio di saluti e, notizia di rilievo anche per lei, l'affluenza assai numerosa agli Esercizi spirituali.

Carissima Figlia

Approfitto del ritorno a Bergamo del Signor Vicario Calvi326 per darvi di nuovo le mie notizie, mia Cara Figlia. Grazie al Signore posso continuarvele buone, e lo stesso delle care compagne.

Vi occludo una lettera della buona Visconti327 per la Caterina328. La medesima vuol da voi sapere quanto avete speso pel vestiario, e questo scriveteglielo pure liberamente aggiungendovi anche un altro abito che vi vuole ma per ora scrivetele, che non prendiamo altro bastando la mobilia al compimento del noviziato.

Al mio ritorno, che spero sarà il giorno che vi dissi vi dirò poi il rimanente. Intesi dal Signor Vicario Calvi che voi siete stata un poco incomodata, ma che fu cosa da niente. Desidero, e spero che adesso stiate bene. Quest'anno vi è un gran concorso per i santi Esercizj. Non abbiamo un luogo ne per ricevere a pranzo, ne per ricevere a dormire. Mi raccomando a voi altre perchè cavino frutto ch'è la cosa più importante.

La madre cuoca329 e la mia Cristina330 stano bene, e vi saluto tanto da parte di ambedue voi e tutte. I miei rispetti al Signor Don Giovanni 331. Tutte vi lascio nel Cuor Santissimo di Maria.

Ti prego in questa novena di Maria Santissima di ricordarti di me in modo particolare e della mia Cristina.

Di Te Carissima Figlia


Tua Aff.ma Madre


Maddalena Figlia della Carità332

Milano li 19 marzo 1828



A GIUSEPPA TERRAGNOLI

1887(Milano#1828.03.19)


Anche a Milano c’è una forte affluenza di esercitande, per cui i posti sono carenti. Maddalena chiede alla Terragnoli la carità della preghiera, perché si ottenga un ottimo risultato spirituale. E’ sempre in pendenza l'accettazione del­la custode per l'Ospedale delle Convalescenti. Si profila, però, la possibilità di avere chi potrebbe sostituire la Francesconi alla direzione di esso, se proprio la volesse rifiuta­re. La Canossa é spiacente per la morte di P. Pertesana.

V.G. e M. Carissima Figlia




Milano dalla Certosa 19 marzo 1828

Eccomi a darvi le mie notizie da Milano ove giunsi felicemente giovedì scorso, compiti a Bergamo l'antecedente lunedì i santi Eser­cizi con somma soddisfazione, e spero con grandi vantaggi delle nu­merose esercitanti. Venerdì si cominceranno qui gli Esercizj delle Dame raccomando anche queste alla carità delle vostre orazioni pensando io che il Signore si degna di benedire queste piccole no­stre opere per le orazioni che vengono fatte.

Nell'entrante settimana se non vedete mie lettere non vi pren­dete pena perché potete figurarvi quanto avrò da fare. Sappiate, che quest'anno il concorso è molto maggiore degli altri anni di modo che presto sarò costretta a non poter accettare altre Signore a pranzo di più di quelle che ho perché più di 25 a tavola non ci stan­no, e ne ho gia 20 di certe, e tre quattro in dubbio, oltre poi tutte quelle, che verranno alle funzioni. Vi prego solo di orazione.

Dopo avere cominciato questa mia ricevo una cara vostra contenete l'altra di Marianna333. Sappiate che sino da Bergamo scrissi alle Compagne di Verona, che mi scrissero avere rascosso l'affitto della casa della Cara Angioletta334 di farvelo tenere. Nondimeno tor­nerò a scrivere benchè vorrei sperare, che ad ora ch'abbiano ricevu­to la mia avrete voi ricevuto il danaro.

Rapporto alla Vecchiato335 adesso che sò le circostanze vi dico che per parte mia non ho nessuna difficoltà, che divenga custode336. Per altro come dite benissimo nel caso sara un preciso dovere intendersi di nuovo col Superiore337 siccome sarà poi necessario se mai il marito si addattasse, assicurarsi, che non prendiamo un in­fermo. Mia cara Figlia queste novene di Maria Santissima tra i tanti bisogni dell'Istituto anche voi altre pregate per l'Ospitale delle Con­valescenti.

Pare che il Signore vada aprendo la strada da quanto mi dite. Non potete credere quanto sia restata innamorata la Marchetti338. Io la sostengo. Vedremo se Marianna persevera come spero giacche la Marchetti sarebbe da mettere alla testa, in un caso Marianna si ritirasse dall'andarvi. Già e supperfluo, che vi dica di non parlare con nessuno di questo, anzi per vostra consolazione con pari secre­tezza vi dico, che nella lettera che mi avete occlusa Marianna mi mostra un impegno maggior del solito per l'opera, e si mostra an­che piuttosto contenta della giovane di cui mi parlate, e mi dice di averne altre in vista.

Il Signore ci mandi anche i custodi, e voi continuate a starne in traccia come avete fatto fin'ora. Io faccio il possibile per qui sbriga­re gli affari e faccio di tutto per ritornare a Bergamo la settimana di Passione, e l'ottava di Pasqua passare a Verona, ed indi qualche giorno dopo venire a Venezia desiderando se è possibile di vedere cominciata questa opera, dovendo subito dopo la Pente Coste ritornare a Verona per passare poi a Trento per la novella fondazione.am

Intorno le carte di Roncoleva339 una parte sono presso l'avocato Gasperi340. Sappiate anzi che jer sera mi rimandarono da Verona la carta bollata sottoscritta da fare riconoscere qui da un notajo che oggi mandai a chiamare, e se sarà possibile averla regalizzata341 a ora della partenza della posta di domani la manderò a Verona da dove colle fedi delle ipoteche colla possibile sollecitudine vi faran­no tenere ogni cosa. Già come dite benissimo mia cara Figlia cerca­no di farmi esercitare un po' di pazienza.

Il nostro santo Padre Partesana342 forse sarà in Paradiso non posso nascondervi che non mi dispiaccia fuori di misura questa morte.

Vi abbraccio di cuore, e vi lascio nel Cuore Santissimo di Maria.


Di Voi Carissima Figlia

___________________


NB. L’ultima riga della lettera scritta da altra mano. Manca la firma della Canossa.


(Timbro partenza) MILANO
(Timbro arrivo) VENEZIA

22 MARZO


Alla Signora

La Signora Giuseppa Terragnoli

Figlia della Carità

Santa Lucia

V E N E Z I A
AD ANGELA BRAGATO

1888(Milano#1828.03.19)


Anche a lei la notizia della forte affluenza di Dame agli Esercizi che si terranno in quei giorni, a cui aggiunge, oltre a riferimenti di secondaria importanza, chiarimenti sulla documentazione che si sta preparando per l'eredità Guizzetti.
V.G. e M.

Carissima Figlia


Riscontro le due Carissime di Lei lettere mia Carissima Figlia, e prima di tutto le dirò riguardo alla prima, che assolutamente non sono niente persuasa, nel caso che la buona Signora Giulia cambias­se casa, di darle la Beppina per ogni riguardo.

Rillevo già dall'altra sua il cambiamento fatto dalla medesima, di restare dove si trova. Già in ogni modo vi è tempo un mese, ed io spero d'essere per tal tempo a Verona in caso, che tornasse la Signo­ra Giulia ad insistere di cambiar casa, di combinare in qualche mo­do per la Beppina senza farla andare lontana da noi.

Rapporto alla proccura oggi faro di tutto di farla fare a tenore della copia del Signor Mezari 343, e se farò in tempo di averla regaliz­zata gliela occluderò altrimenti la spedirò coll'ordinario di sabato nel quale poco, o nulla potrò scrivere cominciando venerdi i santi Esercizj per i quali abbiamo uno straordinaria ricerca di modo che adesso se cercano di restare tutto il giorno, sono costretta a pren­der tempo a risolvere, perchè non sappiano più dove metterle, non potendo occupare che quella parte di casa che abbiamo libera. Raccomandi sopra tutto al Signore queste Dame perche cavino frutto dagli Esercizj.

Dica alla Cara Rosmini, che alla mia venuta le porterò i Proces­si verbali, che desidera copiati.

Ho piacere che la buona Massimila continui a far bene, ma ella continui pure a fare come ha fatto sin quì di non intrigarsene non essendo affare per noi.

Rapporto alla Minica della Bossa non comprendo perchè non abbia dandare ai Sacramenti perchè viene da noi piuttosto da un ora, che dall'altra. Destramente s'informi chi è il confessore, e melo sappia dire. per altro se crede di lasciarla venire che venga pure. Il maestro Signor Don Zegetti 344 mi scrisse minutamente le no­tizie del bambino di mio fratello 345 il quale non ha voglia di andare in Paradiso sono però persuasissima, che mi dici quello che è.

Per i Processi verbali dirai alla Cara Rosmini 346 che come dissi di sopra sarà servita, che riguardo poi alla lettera di cui Monsignor Vicario non le rispose non mi ricordo più cosa contenesse quella, che l'amica Rosmini scrisse al medesimo.

Intorno alla madre della nostra Rosa 347 lo sapeva benissimo dalla Beppa 348, e non mancai di farla suffragare. Dica alla stessa, che l'abbraccio di cuore, e che si governi, e che finisca il suo raf­freddore ch’è ora che sta bene. Se mai le capitasse un opportuno in­contro mi mandi qui que merli 349 tutti della povera Signora Teresi­na Guizzetti 350, che li farò ridure.

Il Signor Gio.Batta Verdari 351 riceverà l'istromento Cortivo, perchè l'aveva presso di me. Scrivo al medesimo che lo faccia avere colla maggiore sollecitudine a Venezia, onde stia quieta.

Ed abbracciandola di cuore unitamente a tutte le compagne, le lascio nel Cuor Santissimo di Maria


Di Lei Carissima Figlia
Milano dalla Certosa li 19 marzo 1828

Il pezzo di sopra sull'istromento lo scrisse la secretaria perciò senti mia Cara Angiolina. Trovai tra le carte avere io qui l'istromen­to di Roncoleva 352 senza del quale a Venezia non potranno far nien­te. Colla prima partenza della diligenza lo spedisco al Signor Gio.Batta Verdari che farai il piacere di avvertire. La procura è in mano del notaro per essere regalizzata 353. Se farò in tempo prima che parta la diligenza troverai unito all'istromento anche la procu­ra se non farò in tempo ti spedirò la procura colla posta di sabato.

Intanto prega il Signor Mezzari di preparare le fedi dell'ipote­che, e poi subito, che avrai l'istromento, la procura e le fedi previe­ni, e prega il Signor Verdari di preparare avvisata la diligenza, e se andasse qualche persona certa, e sicura col velocifero 354, e manda tutto unito alla Beppa di Venezia ma occorre tutta questa sollecitu­dine perchè se le carte arrivano alla fine affatto del mese perdiamo il mezzo di avere le mille cento e tante lire austriache.
____________
NB. Manca la firma della Canossa. Molte inesattezze ortografiche
(Timbro partenza) MILANO
(Timbro arrivo) VERONA

21 MAR(zo)

Alla Signora

La Signora Angela Bragato

Figlia della Carità

Recapito dal Signor Verdari

alla Porta dei Borsari

VERONA


AD ANGELA BRAGATO

1889(Milano#1828.03.22)


Nuova chiarificazione sul come debba agire per far giungere in tempo la documenta­zione per l'affare Guizzetti.
V.G. e M. Carissima Figlia
Non avendo potuto avere, se non, che oggi la proccura vedendo es­sere già il giorno 22 pensai mandarla direttamente alla superiora Giuseppa di Venezia 355. Prego poi lei mia Carissima Figlia d'unire all'istromento di Roncoleva ,356 che avrà a quest'ora già ricevuto dal Signor Verdari 357 le carte dell'ipoteche, e colla possibile sollecitudi­ne di spedirle colla diligenza a Venezia mettendovi sopra il plico la seguente direzione: All'Ornatissimo Signore: Il Signor Gaspare Gasperi: Scrivo oggi alla Superiora di Venezia di avvertire il su indicato signore di andare a ricuperare le fu indicate carte. Ti raccomando la mia cara Figlia di sollecitare quanto puoi, perchè se perdiamo un qualche giorno, andiamo al pericolo di perdere la somma di danaro.

La mia salute è buona, ed anche Cristina 358 se la passa benino. Termino subito perchè ho uno spetacolo di Dame. Ti scrivero un al­tro ordinario più in lungo ti abbraccio unitamente a tutte le care compagne di vero cuore e ti lascio nel Cuor Santissimo di Maria


Di Te Carissima Figlia
Milano li 22 marzo 1828

Tua Aff.ma Madre

MaddalenaFiglia della Carità359

(Timbro partenza) MILANO
(Timbro arrivo) VERONA

23 MAR(zo)


All'Ornatissima Signora

La Signora Angela Bragato

Figlia della Carità

Ricapito dal signor Verdari


Alla Porta dei Borsari


VERONA

A GIUSEPPA TERRAGNOLI

1890(Milano#1828.03.22)


Anche alla Terragnoli la Canossa dà rapide disposizioni per far condurre a termine l'affare Guizzetti e impedire che il ritardo causi penose conseguenze. Le comunica che stanno arrivando in casa numerosissime Dame, pure giovani, per gli Esercizi spirituali.
V.G. e M. Carissima Figlia
Aveva pensato, come se non isbaglio vi scrissi, di mandare a Verona la proccura perché le Care Compagne ve la spedissero unitamente alle altre carte col mezzo della diligenza, ma non avendo potuto averla, se non che oggi, la spedisco subito a voi, e scrivo in pari tempo, alle Compagne di mandarmi tutte le altre carte, che hanno, nel caso fossero per abbisognare, colla sollecitudine possibile col mezzo della diligenza.

Mi prendo la libertà di far dirigere il plico all'ottimo Signor Gaspero Gasperi360, al quale vi raccomanderete perché lo ricuperi, e voi supplirete alla spesa ch'io credo piccola che potrà esservi.

Converrà Converrà che subito ricuperiate dall'avvocato Gasperi361 tutte le carte di Roncolevà362, che sono presso di lui. Il motivo per cui mando a voi subito la procura è questo. Pensai che oggi ne abbiamo 22 del mese, che dunque avendo il Padre Biasiuti363 intanto subito la procura, potrà farmi la grazia di presentarsi subito con questa al Tribunale. Forse con le carte di Roncolevà che si trovano a Venezia potrà senz'altro concludere la cosa.

In ogni modo sarà sempre entrato in trattativa e ciò potrà bastare per sospendere almeno la cosa, se le carte che sono a Venezia non bastassero. Intanto vi giungerà le altre carte da Verona, e potrà ultimare ogni cosa.

Termino subito avendo uno spettacolo di Dame anche giovani a fare i Santi Esercizj. Vi lascio tutte nel Cuor Santissimo di Maria pregandovi caldamente d'orazione singolarmente martedì festa del­la Santissima Annonziata e venerdì dei Dolori.
Di Voi Carissima Figlia
Milano li 22 marzo 1828


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