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2.2. Tavola cronologica



Date Luoghi Persone Avvenimenti




16.08.1815 Becchi: cascina Biglione Giovanni Bosco Nascita

17.08.1815 Castelnuovo: parrocchia Giovanni Bosco Battesimo

08.02.1817 Becchi: “Casetta” Francesco Bosco Atto di acquisto

11.05.1817 Becchi: cascina Biglione Francesco Bosco Morte

13.11.1817 Becchi: “Casetta” Margherita e figli Trasloco




1823 Becchi: “Casetta” Giovanni Bosco Sogno dei 9 anni




tra 1814 e1827 Capriglio Giovanni Bosco e Frequenza della scuole

don Giuseppe Lacqua comunale


Pasqua 1826 Castelnuovo: parrocchia Giovanni Bosco Prima Comunione




dal febb. 1828 Moncucco: cascina Giovanni Bosco Garzone di campagna

al nov. 1829 Moglia


tra 5 e 9 nov. Buttigliera Giovanni Bosco e Incontro dopo la predica

1829 don Giovanni Calosso delle “Missioni”
tra nov. 1829 Morialdo Giovanni Bosco e Scuola di latino

e nov. 1830 don Giovanni Calosso e formazione


21.11.1830 Morialdo Don Giovanni Calosso Morte


tra dic. 1830 Castelnuovo Giovanni Bosco Frequenza delle scuole

e agosto 1831 pubbliche

Sarto Roberto Ospitalità

Don Virano e Insegnanti

don Moglia

1831 Sussambrino Giuseppe, Margherita Mezzadri

e Giovanni Bosco




04.08.1833 Buttigliera Giovanni Bosco Cresima

25.10.1835 Castelnuovo: parrocchia Giovanni Bosco Vestizione chiericale

10.06.1841 Castelnuovo: parrocchia Don Giovanni Bosco Prima Messa




02.04.1842 S. Giovanni di Riva Domenico Savio Nascita

1843-1853 Morialdo Domenico Savio Abitazione

08.04.1849 Morialdo Domenico Savio Prima Comunione

febb. 1853 Mondonio Domenico Savio Trasferimento con la famiglia

13.04.1853 Castelnuovo: parrocchia Domenico Savio Cresima

02.10.1854 Becchi Domenico Savio Incontro con don Bosco

09.03.1857 Mondonio Domenico Savio Morte



2.3. Itinerari e suggerimenti


La visita dell'ambiente in cui san Giovanni Bosco tra­scorse l'infanzia e la preadolescenza ha come punto centrale il Colle Don Bosco al quale è doveroso dedicare tempo ed atten­zione particolari. Gli altri luoghi possono interessare in rap­porto al tipo di gruppo, alle motivazioni o alle modalità del pellegrinaggio e al tempo di cui si dispone. Tra tutti, ci pare che Mondonio sia il più significativo ed anche il più comodo per chi si sposta in pullman. La cascina Moglia ha un notevole valore simbolico ed è molto suggestiva, ma è consigliabile por­tarvi solo piccoli gruppi omogenei, previa intesa con il retto­re del Tempio dei Becchi e accordo telefonico con i proprieta­ri.
Ci limitiamo a suggerire una visita standard ed alcune i­potesi di visite particolari.
* Visita standard (da una a mezza giornata).

Per qualsiasi tipo di gruppo; accentuando questo o quell'aspetto, a seconda delle persone e degli interessi.
A. Visita al nucleo storico: iniziare dalla Casetta” (3.1.2), sfruttando il materiale illustrativo e­sposto ed eventualmente quello audiovisivo → passare al Museo della vita contadina (3.1.4) → e alla casa del fra­tello Giuseppe, con breve preghiera nella cappella della Madonna del Rosario (3.1.3) → visitare quindi l'aia con stalla, portico e fienile, il monumento a Giovannino gioco­liere (3.1.6) e il pilone del sogno (3.1.7) → risalire al santuarietto di Maria Au­siliatrice (3.1.5) che è adatto per un momento di rifles­sione e di preghiera → concludere con l'antica fontana di mamma Margherita (3.1.8) e il monumento a lei dedicato (3.1.9).
B. Visita al Tempio e adiacenze: iniziare nella chiesa in­feriore con un breve cenno storico sulla cascina Biglione (3.1.1), sui motivi della costruzione del Tempio e sul messaggio che ne deriva (3.1.10) → visitare successiva­mente la stessa chiesa inferiore e quella superiore (ivi): sono utili a questo proposito i materiali didattici disponibili nelle sale adiacenti o nello stesso Tempio → terminare con un accenno all'Istituto Salesiano (3.1.11) e con la visita al Museo etnologico-missionario (3.1.12).
C. Avendo tempo a disposizione e un gruppo interessato, si può concludere con una puntata o a Morialdo (3.2), a Mondonio (3.5), a Castelnuovo (3.4).
* Visite particolari (il tempo è determinato dal programma).

Per gruppi omogenei, che si prefiggono particolari obiet­tivi di carattere spirituale, vocazionale, pedagogico.
Presentiamo due ipotesi:
A. Partendo da Torino e calcolando una giornata: S. Gio­vanni di Riva (3.8) → Buttigliera (3.6; la chiesa parrocchiale) → Sussambrino (3.2.3; visto dalla strada) e fontana della Renenta (3.2.3) → Colle (3.1) → Morialdo (3.2) → Mondo­nio (3.5) → Castelnuovo (3.4) → Cascina Moglia (3.7).
B. Partendo dal Colle si possono programmare delle pas­seggiate” sul tipo di quelle autunnali di don Bosco, even­tualmente a piedi o in bicicletta, nei paesi dei dintorni: Capriglio (3.3); Morialdo (3.2); Mondonio (3.5); Castel­nuovo (3.4); Buttigliera (3.6).
3 . VISITA AI LUOGHI

3.1. COLLE DON BOSCO E I BECCHI


Giovanni Bosco nasce il 16 agosto 1815 nella borgata Bec­chi, che fa parte della frazione Morialdo, comune di Castelnuovo d’Asti (oggi Castelnuovo Don Bosco), provincia di Asti, diocesi di To­rino. Il gruppetto di case sorge su di un colle, universalmente noto come Colle Don Bosco, a 259 metri sul livello del mare, che si incunea tra i comuni di Castelnuovo, Buttigliera e Capriglio.

Ci troviamo nel cuore del Piemonte, in quella vasta zona collinare detta Monferrato che è estesa tra le province di Tori­no, Asti ed Alessandria. I centri abitati, in genere di piccole dimensioni, sorgono quasi sempre sulla cima delle diverse colli­ne, raggruppati attorno alla chiesa parrocchiale e, spesso, alle vestigia di antichi castelli.

Il territorio, essenzialmente agricolo, è coltivato a vi­gneti, grano, mais e foraggio, ricoperto da verdi boschetti di acacie e piantagioni di pioppi. Lungo i fossati e i sentieri campestri si notano ancora gelsi centenari, che testimoniano l'antico e fiorente allevamento dei bachi da seta, ormai total­mente scomparso. Tra i prodotti tipici della zona vanno ricorda­ti vini famosi come il Frèisa, il Malvasìa, il Grignolino e il Moscato, oltre al più diffuso Barbera.

Fanno parte del comune di Castelnuovo quattro fra­zioni: Bardella, Nevissano, Ranello (patria dei Savio) e Morial­do. Quest'ultima, tra i suoi nuclei abitativi, comprende i Bec­chi, nome derivato dalle famiglie Bechis che allora e ancora oggi vi abi­tano.





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